Quale vino a San Valentino?

La domanda di oggi è: il Pinot Noir è afrodisiaco? Su Decanter dove Debra Pearce Pratt, sommelier e giornalista freelance australiana, pone il quesito. Il ragionamento parte dal naso, l’organo di senso più sviluppato che abbiamo, ricco di 345 differenti recettori.

A tal proposito viene interpellato “un naso”, il profumiere londinese Roja Dove che indica quali sono i profumi più sensuali al mondo: gelsomino, vaniglia, labadano e zibetto (non l’animaletto ma le sue secrezioni dalle ghiandole peri-anali). In particolare, pare che la vaniglia faccia fare follie (e noi ancora a chiederci perché piacciono tanto i vini barricati, che sciocchi!).

Bisogna anche distinguere tra note di testa, note centrali e note di fondo.

Secondo Roja le prime sono tonificanti, stimolanti e inebrianti, le ultime invece sono responsabili della sensualità e dell’eccitazione.

Le sensazioni – chiamiamole – wellness le troviamo negli agrumi, nella frutta rossa, nelle rose e negli aldeidi. Questi li troviamo nello champagne e nelle bollicine in generale, lavorate secondo il metodo classico. Gli aldeidi “accendono ” un ferormone chiamato IBA capace di attivare stimoli sensuali in entrambi i sessi. Pure il Reisling e il Semillon non se la cavano male grazie a sentori di agrumi e di boccioli. E l’allure del Cabernet dov’è? Nell’anice, nel cardamomo, nel timo, nella lavanda, nella viola e nel muschio. Le spezie “ingrifano”, ma il colpo di grazia lo danno il cedro e il sandalo, essenze che in profumeria vengono usate per suscitare attrazione fisica. Poi c’è il tartufo e in generale il sentore di glutammato che, fin dai tempi dei romani, è considerato un afrodisiaco. Nel cabernet sauvignon di Bordeaux pare ve ne sia in abbondanza.

E veniamo alla domanda iniziale. Se incrociamo tutti i dati elencati, quale risulta essere il vino più “attizzante” al mondo? “Le pinot noir bien sur!”, sostiene Decanter. Il motivo è presto detto: il rosso di Borgogna mette assieme le note di testa – bacche rosse e fiori – centrali – spezie – e quelle di fondo – vaniglia e note terrose. Insomma, meglio del Viagra. L’articolo arriva al sillogismo finale sotto forma di domanda retorica: “Could this explain why wine lovers tend to be passionate about Pinot? ”

(Parte del testo di Francesca Ciancio)

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